La capilla de los Scrovegni – La cappella degli Scrovegni



Versión en español

En la capilla de los Scrovegni

La capilla de los Scrovegni es el monumento más famoso de Padua y lo es por muchas razones.
Para empezar, los Scrovegni, era una de las familias más ricas de la Italia medieval. Enrico Scrovegni construyó la capilla pero ya su padre, Reginaldo Scrovegni tenía una gran fama. Sobre todo, desde que Dante lo castigará al infierno en su canto decimoséptimo por ser uno de los usureros más destacados de entonces.
La usura es el origen de la familia y también de la capilla. Los Scrovegni eran banqueros. Prestaban dinero a quien lo necesitara y lo pudiera devolver con intereses. Grandes intereses. Y esto no era muy justo que digamos.Y más que injusto para la iglesia católica era un gran pecado. Es por eso que muchos de los banqueros más importantes del momento que al mismo tiempo eran devotos cristianos, para la iglesia son públicamente grandes pecadores. Y como bien se sabe, el pecado te abre las puertas del infierno.
El remedio para no ir al infierno era que la iglesia te perdonara. Para eso no había nada mejor que ofrecerle algo. Y mejor que mejor una capilla dedicada a la Virgen. Así que Enrico, el heredero de la fortuna del condenado Reginaldo decide probablemente a principios del siglo XIV construir su propia capilla al ladito de su suntuoso palacio familiar.
Y como gastar sacos de dinero no era un problema, contrata a los mejores y más caros artistas del momento. Giovanni Pisano para construir las estatuas del altar y Giotto  para que pinte al fresco la capilla con las historias de Joaquín, Ana, María y Cristo. El Juicio Final. Y los Vicios y las Virtudes. Todo lo que pudiera restablecer y olvidar la perdida condición cristiana de los Scrovegni.

Giotto se basó en la Legenda Aurea (Leyenda dorada) quizá el libro más famoso en la Edad Media sobre las vidas de los santos. Según su autor, Joaquín el padre de la virgen, a pesar de sus riquezas y virtudes, era estéril, gran pecado entre los judíos por considerarse castigo divino.

Joaquín expulsado del templo

Sin embargo, Dios misericordioso, lo perdonó al permitir que Ana, su mujer, concibiera a María. Todo ello, tras el famoso encuentro en la puerta dorada de Jerusalem, donde como Giotto muestra, Joaquín y Ana se abrazaron, se tocaron y hasta se besaron. Sí, Joaquín y Ana, los padres de la Virgen, personajes santos de la iglesia que finalmente vemos como seres humanos. Por primera vez, un pintor, nos enseña a personajes tan sagrados como corrientes seres humanos, con gestos, sentimientos, acciones y apariencia totalmente humanos. Por primera vez, lo divino se humaniza.

Beso entre Joaquín y Ana en la puerta dorada

En esta historia de pecadores Giotto no podía olvidar a Judas. El mayor traidor de la historia. El que entregó a Jesucristo a sus asesinos. Por lo tanto, nos muestra la traición y muerte de Judas. Primero cuando lo traiciona confesando a los judíos el lugar donde pueden encontrarlo a cambio de 30 monedas de plata.

Traición de Judas

Después, cuando Judas besa a Jesús ante los soldados romanos entregándoles así al misterioso nuevo mesías del pueblo judío.

Beso de Judas a Jesús
Y finalmente, arrepentido y desesperado ante la irremediable acusación cometida optó por suicidarse ahorcándose. Así lo vemos colgando de un árbol pintado por Giotto en el macabro infierno repleto de demonios. Giotto quiso que el Judas ahorcado en el infierno apareciera justo delante del Judas traidor que recibe el dinero de los sacerdotes judíos, como avisando a navegantes de las consecuencias de dicho comportamiento.

Judas ahorcado en el infierno

Judas, sin duda, era el mejor alter ego de Enrico Scrovegni. A diferencia de Judas, Enrico murió rico, poderoso aunque exiliado en Venecia. La construcción de la capilla lo redimió de sus pecados convirtiéndose en hombre beato y protegido por Jesucristo, es decir, por la Iglesia.

El Juicio Final

Así nos lo muestra Giotto, arrodillado en el suelo entregando su capilla a la Virgen María. “Yo, Enrico Scrovegni, hijo de Reginaldo Scrovegni, os hago entrega de esta capilla construida y decorada con buena parte de mis haberes y de los de mi damnificado padre. Y con esto os suplico perdón y eterno reconocimiento” De usurero pecador a hombre beato en un abrir y cerrar de ojos.

Enrico entrega la capilla a la Virgen 

Y no un beato cualquiera, sino de la talla de San Antonio o San Domingo que aparecen justo detrás del perdonado Enrico y al nivel del mismísimo Giotto que como buen artista que era ya de por sí merecía estar entre los beatos de la Iglesia. 

Retrato de Giotto
Estos son algunos de los motivos y personajes que han pensado y construido la capilla de los Scrovegni. Pero ésta es un mundo mucho más complejo, profundo y bello. En mi opinión, la capilla como Giotto la concibió es un libro. Un libro que nos habla sobre la dureza de la vida, los peligros que corremos viviéndola y al mismo tiempo nos enseña las oportunidades que tenemos para que sea menos infernal.  Y tal vez el paraíso esté en la huella de Giotto.

La misma que intenta seguir este humilde pecador.

El humilde pecador

Versione in italiano

Nella cappella degli Scrovegni
La cappella degli Scrovegni è il monumento più famoso di Padova per tanti motivi.

Per cominciare, gli Scrovegni, erano una delle famiglie più ricche dell’Italia medioevale. Enrico Scrovegni costruì la cappella ma già suo padre Reginaldo, era conosciuto per le sue ricchezze. Soprattutto dopo che Dante lo rinchiuse per grandissimo usuraio nel suo inferno come leggiamo nel diciassettesimo canto della sua commedia. 
L’usura è l’origine della famiglia e lo anche della cappella. Gli Scrovegni erano banchieri. Prestavano denaro ai bisognosi che si potevano permettere di restituirlo insieme agli interessi. Grandi interessi. Ovviamente questo non era per niente giusto. Per la Chiesa oltre a essere ingiusto era peccato. Per tanto, tanti dei banchieri più importanti del momento che al contempo erano devoti cristiani, per la chiesa pubblicamente erano grandi peccatori. E come si sa, il peccato apre le porte dell’inferno. 
La soluzione arrivava quando la chiesa ti concedeva il perdono. Per questo non c’era niente di meglio che offrirle qualcosa. Meglio di tutto era un cappella intitolata alla Madonna. E così fu che Enrico, l’erede della fortuna del dannato Reginaldo decise di costruire probabilmente agli inizi del XIV una propria cappella proprio di fianco al lussuoso palazzo di famiglia. 
Visto che spendere sacchi di denaro non era un problema, assunse i migliori e più cari artisti del momento. Giovanni Pisano per costruire le statue dell’altare e Giotto per affrescare la cappella con le storie di Gioacchino, Ana, Maria e Cristo. Il Giudizio universale. I Vizi e le Virtù. Tutto quello che potesse restituire e far dimenticare la perduta condizione cristiana degli Scrovegni.

Giotto decorò la cappella secondo la Legenda Aurea forse il libro più famoso nel Medioevo sulle vite dei santi. Secondo l’autore, Gioacchino il padre di Maria, nonostante le sue ricchezze e virtù, era uomo sterile, grande peccato tra i giudei giacché veniva guardato come punizione divina. 
Gioacchino mandato via dal Tempio

Tuttavia, Dio misericordioso, decise di perdonarlo giacché Anna, sua moglie, restò incinta. Questo avvenne dopo il loro l’incontro alla porta Aurea di Gerusalemme, ove, come Giotto mostra, Gioacchino e Anna si abbracciano, si toccano e perfino si baciano. Sì, Gioacchino e Anna, i genitori di Maria, santi della chiesa che finalmente vediamo come esseri umani. Per la prima volta, un pintore, ci mostra persone così sacre come semplici esseri umani, con i loro gesti, sentimenti, azioni e fattezze completamente umane. Per la prima volta, il divino diventa umano. 

Bacio tra Gioacchino e Anna alla porta Aurea

In questa storia di peccatori, Giotto non poteva dimenticare Giuda. Il più grande traditore della storia. Quello che consegnò Gesù ai suoi carnefici. Per questo Giotto ci mostra il tradimento e morte di Giuda. Prima ce lo mostra raccontando ai sommi sacerdoti come catturare Cristo a cambio di 30 monete di argento.

Tradimento di Giuda

Dopo, quando Giuda bacia Gesù davanti i soldati romani scoprendo così la sua identità.

Bacio di Giuda


E finalmente, quando pentito e disperato di fronte alle acuse e senza poter rimediare decide di suicidarsi appendendosi da un albero. Così venne dipinto da Giotto nel suo macabro inferno pieno di demoni. Giotto volle che questo Giuda appeso nell’inferno fosse proprio di fronte al Giuda traditore che riceve il denaro dei sacerdoti giudei, come monito per tale terribile atteggiamento. 

Giuda appeso nell’inferno di Giotto
Senza ombra di dubbio, Giuda era il miglior alter ego di Enrico Scrovegni. A differenza di Giuda, Enrico morì ricco, potente benché esiliato a Venezia. La costruzione della cappella cancellò i suoi peccati diventando così uomo beato e protetto da Gesù Cristo, cioè dalla Chiesa. 


Il Giudizio Universale di Giotto

Giotto ce lo mostra inginocchiato sulla roccia che consegna la cappella alla Madonna. “Io, Enrico Scrovegni, figlio di Reginaldo Scrovegni, vi consegno questa cappella costruita e decorata con grande spesa mia e di mio dannato padre. Così umilmente chiedo perdono ed eterna riconoscenza”. Ecco, in un batter d’occhio da usurario si diventa beato. 

Enrico consegna la cappella alla Madonna


Ma non un beato qualunque, alla pari di Sant’Antonio o San Domenico i quali appaiono subito dietro Enrico e anche alla pari dello stesso Giotto il quale da artista meritava di per sé essere tra i beati della Chiesa. 

Ritratto di Giotto
Ecco qua alcuni dei motivi e dei personaggi che hanno pensato e costruito la cappella degli Scrovegni. Ma questa è molto di più, è più complessa, profonda e colma di bellezze. 
Secondo me, la cappella decorata da Giotto è piuttosto un libro. Un libro che ci racconta le avversità della vita, i pericoli e allo stesso tempo ci insegna le scappatoie che abbiamo per viverla in modo meno infernale. Forse il paradiso ce lo mostra l’impronta giottesca. 

La stessa che cerca di seguire questo umile peccatore.
L’umile peccatore

Un pensiero riguardo “La capilla de los Scrovegni – La cappella degli Scrovegni

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