Pigafetta y la primera vuelta al mundo

Versión en español

Vicenza desde el río Bacchiglione

Hoy hace quinientos años y once días que un vicentino, Antonio Pigafetta, un desconocido hombre del renacimiento italiano emprendía en Sanlúcar de Barrameda, en la España de Carlos I, un viaje que lo iba a llevar a circunnavegar el mundo por primera vez.

Casa de Antonio Pigafetta en Vicenza

Placa que recuerda a Pigafetta en su casa

Esa gran aventura sigue viva gracias a la Relazione, la Historia del viaje que Pigafetta escribió en aquellos tres largos años entre 1519 y 1522.

Escudo de la familia Pigafetta

Logo del 500 aniversario del Viaje

Como Profesor Viajero, dejen que me compare con Pigafetta (aunque sea solo por un instante) al seguir la estela del vicentino con mi pequeña historia viajera que empecé hace exactamente 17 años y cinco meses cuando puse por primera vez pie en una desierta y húmeda Vicenza.

El puente de San Michele en el río Retrone a unos metros de la casa de Pigafetta

Puente romano de le Barche en el río Retrone

Puente degli Angeli en el río Bacchiglione

Pigafetta zarpó un veinte de septiembre de 1519 de la costa española con incierto futuro. Muchísimo menos lo era el mío aunque fuera solo para seis meses y con un objetivo más o menos preciso.

Pequeña barca en el manso río Retrone antes del puente romano

Pigafetta se embarcó como sobresaliente, una especie de hombre de armas o secretario, dicen los expertos, en una expedición que pretendía llegar a las Molucas y así hacerse con el control del negocio de las especias que entonces valían más que el oro. Para mí, el Dorado era salir de mi España, buscar horizontes diferentes.
 
Pigafetta y sus compañeros vivieron el miedo a lo desconocido que aventuro fue también de esperanza por nuevos acontecimientos. Sufrieron las inclemencias del tiempo, los retortijones del hambre y las llagas del escorbuto.

Aun así descubrieron el Océano Pacífico, entablaron amistad con los indígenas de las futuras Filipinas, e incluso lucharon con ellos en inferioridad cuando Magallanes ordenó atacarles. Parece ser que el capitán se había dejado llevar por la desesperación de la derrota en sus objetivos y no vio otra solución que conquistarles la tierra a los indios. Mal augurio es perder la prudencia. Muerte fue para Magallanes.

Basílica palladiana con el Puente Furo

En mi caso los indígenas vicentinos fueron menos beligerantes aunque poco propensos a entablar lazos con un spagnolo pertanto straniero como yo.

Tras las Filipinas y diversos meses de travesía jugando al escondite con los portugueses, señores del Índico y del Cabo de Buena Esperanza, Pigafetta y sus diecisiete compañeros a las órdenes de Elcano, andrajosos, hambrientos y fantasmagóricos regresaron a España.

Cuadro de Elías Salaverría representando el regreso de Elcano a Sevilla, Biblioteca Virtual del Ministerio de Defensa

Este fue el final de la primera circunnavegación del globo. Para Pigafetta fue solo el principio del viaje de su Relazione, viaje que Pigafetta aún no ha terminado.

Yo también sigo viajando en este mundo.

Monumento de Antonio Pigafetta en Vicenza

Versione in italiano
Vicenza dal Bacchiglione
Cinquecento anni e undici giorni fa, un vicentino, Antonio Pigafetta, uno sconosciuto uomo del rinascimento italiano iniziava nel porto di Sanlúcar de Barrameda, nella Spagna di Carlo V, un viaggio che l’avrebbe portato a cincondare il mondo per la prima volta. 
Casa di Pigafetta a Vicenza

Insegna sulla facciata di casa Pigafetta
Quella grande avventura continua a vivere nella Relazione, la Storia del viaggio che Pigafetta scrisse durante i tre lunghi anni di viaggio intorno al mondo tra il 1519 e il 1522.
Stemma della famiglia Pigafetta
Logo dell’Associazione Antonio Pigafetta 500
Adesso permettetemi, come Profesor Viajero, di paragonarmi al Pigafetta, anche minimamente, con la mia piccola storia di viaggio iniziata esattamente diciasette anni e cinque mesi fa nella deserta e umida Vicenza.
Il Ponte San Michele a pocchi passi di casa Pigafetta

Ponte romano delle Barche sul Retrone

Ponte degli Angeli sul Bacchiglione
Pigafetta prese il mare il giorno venti di settembre del 1519 dalle coste del sud della Spagna con futuro incerto. Il mio futuro invece era solo di sei mesi e con un obiettivo abbastanza preciso.
Piccola barca sul mite Retrone
Pigafetta salpò come sobresalinete, uomo d’armi o segretario, dicono gli esperti, sotto il comando di Magellano e con l’obiettivo di raggiungere le Molucche e così diventare padroni delle spezie che nel Cinquecento erano più preziose dell’oro. Per me, il Dorado era uscire dalla mia Spagna, cercare orizzonti diversi.
Pigafetta e i suoi compagni vissero la paura degli stranieri in mondo sconosciuto che al contempo immagino fu di speranza per le nuove scoperte. Subirono il rigore climatico, i crampi della fame e le piaghe dello scorbuto. 
Nonostante ciò, scoprirono il Pacifico, strinsero amicizia con gli indigeni delle future Filippine e perfino combatterono con loro in minor numero quando Magellano decise di attacarli. Sembra che il capitano trascinato dalla disperazione della sconfitta nei suoi obiettivi non trovò miglior soluzione che conquistare le terre indiane. Non è mai saggio essere imprudenti. E così il disennato Magellano morì sotto le lance degli indigeni. 
Basilica palladiana con il Ponte Furo

Per me gli indigeni vicentini furono meno bellicosi nonostante la poca voglia di alcuni a stringere amicizia con uno spagnolo pertanto straniero come me.

Dopo le Filippine e diversi mesi di traversata gioccando al nascondiglio con i portoghesi, signori dell’oceano Indiano e del Capo di Buona Speranza, Pigafetta e i suoi diciasette compagni comandati da Elcano, coperti di stracci, affamati e spettrali ritornaro in Spagna.

Dipinto di Elías Salaverría sul ritorno di Elcano a Siviglia, Biblioteca Virtual del Ministerio de Defensa

Questo rientro fu la fine della prima circumnavigazione della terra. Per Pigafetta fu soltanto l’inizio del viaggio della sua Relazione, viaggio che continua tuttora. 

Anch’io sono ancora in viaggio in questo mondo.

Monumento di Antonio Pigafetta a Vicenza

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